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Continunano le nostre peregrinazioni ai bordi dell'arte. Nel caleidoscopio cangiante della pratica decostruttiva di "Critica del Giudizio", divenuta rubrica aperta dedicata a orizzonti possibili e di ricerca nell'ambito dell'espressione (artistica, letteraria, cinematografica). Un nuovo corso di Autet, attraverso lembi di creatività e di riscoperta del ruolo "critico" come occasioni per possibili ripartenze. E' oggi l'occasione di Riccardo Mantelli e della sua "Estetica dell'errore". Riccardo Mantelli smantella il tessuto algoritmico di funzionamento del software aprendo brecce di infedeltà nella programmazione, lasciando affiorare automatismi ipnotici nella superficie onirica della macchina, sintomi di desiderio della “macchina del sogno” del computer: pulsioni improduttive imbrigliate nella propria reverie al silicio. Dal desiderio ludico di un computer ribelle al luddismo automatico di un’estetica macchinale con una vocazione alla disobbedienza, virata al filtro elettrico di una estetica inceppata nella produzione di bellezza anarchica del malfunzionamento.
Estetica dell'errore: opere di Riccardo Mantelli. (di Vittorio Raschetti)
Errare è sempre più condizione del post-umano. Lo status vitale della macchina è circondato da un’aura di fallibilità. Errore come renitenza all’addomesticamento della macchina animale ferina. Il cogito dell’automa nell’automatismo del pensiero liquido di simulacri di pensiero oltreumano Autodeterminazione artificiale di intelligenze meccaniche alla deriva L’estetica dell’errore è un’ontologia futura degli scarti di senso, dei salti nella logica di programmazione. Estasi dell’errore nel terrore di subire macchine ostinate. Il voto di falsità inscritto nell’anima dell’automa. Auto-lesionismo programmato lungo le divagazioni del codice. Luddismo ludico che infrange il funzionamento.
Set Software Free: permettendo il libero corso di sciami di elettroni anarchici inconseguenti. Errori artificiali di codici alterati intenzionali, nella mente di macchine auto-referenziali. Persistenza di repliche in mondi meccanici disabitati dall’umano superfluo. Made to misunderstand.

Sporgersi nell’errore Oltre il baricentro ortogonale Spargersi nell’erranza di dati Detergere dati svuotati oltre il grattare elettrico di scaglie metalliche dolorose del cilicio di silicio Errori irrorati sin dentro la corteccia neuronale della macchina del pensiero sintetico.

L’emozione del software trapela in una tessitura di asincronie, di erranze, di controllo vacante. Devianza dei controllori su una torre di controllo cieca. Incubazione, infiltrazione, propagazione di imprecisioni, di inesattezze non collimanti. Volatilità di sogni macchinali, vanità informatica. L’inconscio del computer e le sue pulsioni. I desideri della macchina, i lapsus nella programmazione Sistemi di bellezza non causale e non casuale Segni blindati de-criptati lasciano intra-vedere l’estetica di software deviati, virati verso l’estetica di macchine ribelli.
Pattern minimali terminali in surplace, per applicazioni esercitate a disertare i compiti assegnati. “Zero in condotta” per macchine che disimparano. Tradimenti intraducibili della funzione assegnata: learning to fail. Esalazioni di codici scaduti. Deragliando dal codice binario. Linee di erranza lungo le stringhe slacciate di un programma sfibrato. Fermi sul fermo immagine apparente. Artificial emotion in motion Codici maliziosi ammiccanti.
La grande madre (mother-board) di tutti gli errori. Automatismi anomici. Pulsare elettrico nervoso. Esecuzione di una condanna a morte elettrica per un computer incolpevole. Singing the body electric. Il ronzio nell’attesa del load, introiettando errori dentro le applicazioni L’attrito della lettura dei dischi fissi canta melodie aliene accelerate percepite dal corpo che registra prima della mente. Hardware che si scioglie nel software cristallizzato raggrumato. In the middle of middle-ware
Accesso negato violato. Il sibilo di testi visivi potenziali nascosti dentro anelli di reversibilità sistemi silenti nell’ibernazione del software anestetizzato. Logica vegetale della macchina che si muove lenta inesorabile aprendo vie generative. Logica minerale del software fossile. Otturazioni di byte. Schede perforate ingiallite nel corso del tempo. Iniezioni letali nel codice.
Polverose clean room dove si producono hard disk mal funzionanti Robot che stampano microchip devianti Sistemi operativi irriconoscibili Impulsi traditi Applicazioni che nascondono insidie digitali Processori auto-combusti per lo sforzo di elaborazione L’approssimarsi all’inesatto. Tesori nascosti nei doppi fondi del database Immagine mirino con cui colpire. Pittura degenerata immagine degenerativa Rigenerazione di errori congelati in freeze-frame Discontinuità improvvise

Emissioni di segni imperfetti interferenti Prevaricazioni di cariche eversive nel tessuto sincro-elettronico dell’immagine Insinuazioni campionate che sopravvivono alla migrazione di dati saltellanti Simulacri di pittura digitale non permanente Anomalia deleteria to delete (da cancellare) Simulazione inverosimile dati ripudiati Intermezzi dell’immagine in delay Incisioni nelle memorie volatili
La mobile forma dell’errore sospesa sull’epidermide super-sottile del chip Vibrazioni e risonanze nella circolazione del falso Shock anafilattico dentro l’organismo del computer. Catatonia del software monotono.
Superficie bucata dell’immagine digitale Scalfita l’armatura logica del tessuto molle del programma involucri di falsità protetta Rumori di falsità nei labirinti acquatici della memoria del computer Innesti di dischi remoti aspirazione di dati trafugati Fluttuazioni infedeli di dati malevoli Rendering sfuocato risoluzione fuori scala, anelli reversibili Propagazione di codici illeggibili Replicazioni e interruzioni Ibernazioni di macchine aberrazioni di calcolo

Un balletto meccanico guidato da un software cieco Combinazione di simmetrie inconseguenti, alternanze, ripiegamenti, raddoppiamenti Giustapposizione di ipertesti a velocità differenti Reazioni a catena su morphing metamorfici Schizofrenia di cervelli elettronici

Velocità variabili, improvvise accelerazioni Filigrana di codici macchina Saturazione calda nel vacillare delle informazioni Pratica illogica nello sfagliarsi di forme geometriche Erogazione di dati inattendibili Tautologia della macchina inceppata
Coesistenza contraddittoria di programmi in lotta tra loro Controlli reciproci in una ridondanza moltiplicata fino a dissolversi Incalcolabile oltre il calco della memoria Sconcertanti derive di impulsi improvvisi provvisori Stratificazione di linguaggi macchina bloccati Decostruzione di immagini ripiegate su se stesse
Psichedelia digitale Sottili membrane di dissipazione Software asfissiati Finzioni analogiche Depistaggi mediali su codici paralleli Temperatura di disfunzione Geroglifici digitali Logica allagata all’interno del programma annegato Capovolgimento della direzione di movimento del codice Falsi vuoti tra dati Collisione di programmi Files sfilati si defilano dal dovere

Dis-informazioni auto-avvolte. Abrasioni della memoria Clonazione di dati asimmetrici Interconnessione tra applicazioni in conflitto Slittano in direzioni spezzate Frattaglie di frattali fatti a pezzi Proiezione di dati straripanti Forme e immagini ricomposte nel montaggio iterativo poroso dell’immagine elettronica Insonnia delirante del software Retroattività inconsapevole digitale Smemoratezza Ram
Versioni incommensurabili disallineate Coesistenza di oggetti mediali che generano differenze Tracimazione dell’inverosimile nella simulazione Cluster claustrali rinchiusi in celle di dati Macchinazioni di dati falsificati
Pre-allarmi inducono all’attesa Nevrastenie del computer Finestre scorrevoli che svelano le trasparenze del flusso vettoriale di falsificazione Schermi concavi fagocitano pixel Mobilità fluttuante di dati incommensurabili con il codice del vero Incorporati nei confini dei nuovi media digitali Archiviazioni perdute Smarrimenti del cursore su finestre che si aprono in giochi di infinito inseguimento irrisolto Incompiutezze e negligenze digitali insolute Il codice sorgente si infrange in dissonanze che generano pulsazioni cromatiche Il cordone ombelicale con la macchina Elaborate strutture sottostanti ogni nitida superficie
Sovraccarico di tensione assaporando la pervasiva immanenza del falso Lanciando parassiti paradossali avvitati nel software Hardware incagliati nei bassi fondali Macchine multimediali di cancellazione Codici irreperibili nell’impasse di una programmazione autosospesa Still-frame, stand-by Defaillance in default Petali di colori acidi artificiali Perfidi algidi algoritmi
(si ringrazia Riccardo Mantelli per la possibilità concessaci di pubblicare in esclusiva le sue opere, tutti i diritti sono di Riccardo Mantelli) |