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\La fonction oblique est une arme destructrice des poncifs... pour qu'aujourd'hui on la ramasse et qu'elle puisse apporter une ouverture de pensée\ CP
Si è chiusa ormai da qualche mese la mostra monografica parigina dedicata al lavoro e al pensiero di Claude Parent, architetto francese, che ha costruito poco durante la sua carriera, ma che ha lasciato una traccia profonda nell'architettura moderna, e che è stato celebrato (con la prima retrospettiva sull'architetto) proprio in quella Parigi che agli inizi della sua carriera è stata il centro del nuovo in ambito culturale, politico e sociale, e dove l'architetto ha iniziato a elaborare il suo pensiero costruttivo.
Claude Parent ha operato in un periodo storico, gli anni Cinquanta e Sessanta, marcato da rotture e rimbalzi, e in questo frangente ha saputo tracciare e animare la storia culturale segnata dalle mutazioni dell'architettura francese e internazionale. Importante è stata, quindi, la scelta di valorizzazione e divulgare l'intensa attività di un architetto e della sua attività professionale che dura da più di cinquant'anni.
Progetto per la Biennale di Venezia, 1970. Parent ha completamente trasformato lo spazio interno proponendo un percorso obliquo.



La sua esperienza, infatti, cominciò nel 1953 e si prolungò soltanto per una decina di anni, sufficienti però per lasciarci le sue più importanti produzioni divenute delle vere icone dell'architettura: citiamo la Maison Drusch a Versailles, la chiesa di Sainte-Bernadette du Banlay di Nevers o il Pavillon dell'Iran alla Cité Universitaire Internationale, non tralasciando le importanti frequentazioni che Parent ebbe durante la sua carriera e il progetto (diventato il suo Manifesto) per il Pavillon francese che portò alla Biennale di Venezia del 1970. Dei suoi incontri, anche la mostra ne ha dato un resoconto fotografico, si annoverano personalità dell'epoca attivi in diversi ambiti, come André Bloc, Ionel Schein, Nicolas Schoffer, Yves Klein, Sylvia Monfort, Jean Tinguely; che hanno influenzato ognuno a suo modo il pensiero di Parent.
\Après la rupture de la guerre, il est devenu évident qu'un espace d'inscrption ne pouvait plus être considéré comme un espace de fondation\ CP
Ma chi è, dunque, Claude Parent? Claude Parent è un architetto (ha 86 anni), ma è anche un utopista, un polemista, un notevole disegnatore, un avant-gardiste che a difeso, e difende, le sue idee controcorrente sull'architettura. Inventare un nuovo vocabolario dell'architettura, riformulare una organizzazione spaziale, liberare i principi fissati nel tempo e nell'abitudine: il gesto architettonico di Parent parte da questo, il lavoro di una vita, la potenza visionaria che a lungo l'ho ha emarginato dal gota dell'architettura dell'epoca. Uno sguardo differente, obliquo, dello e nello spazio. Contro il teorema ortogonale e le leggi costruttive accademiche, Parent ha formulato una nuova utopia dell'abitato, incarnata dalla famosa riflessione sulla Funzione dell'Obliquo, con il suo complice, il filosofo Paul Virilio. La sperimentazione, il savoir, è stato a lungo il suo campo d'investigazione privilegiato. L'inizio degli anni '60, la collaborazione con Paul Virilio (uomo cristiano di sinistra) e la fondazione dell'agenzia di architettura, permettono a Parent di formulare la nozione di funzione dell'obliquo tradotta nei disegni intitolati: le Potentialisme, les Ondes, les Turbosites, la Faille. Ancora utopico e sulla carta nell'esposizione Exploration du futur a Saline d'Arc-et-Senans il suo pensiero diviene concreto con la costruzione della chiesa du Banlay a Nevers (1963-1968). Il radicalismo spaziale di Parent incrocia la visione socio-critica di Virilio, e l'idea è quella di trasformare un "oggetto" di guerra, il bunker, in un segno di pace, la chiesa. L'architettura di Sainte-Bernadette è il completamento delle ricerche sul brutalismo, il compimento della cultura dell'obliquo in rottura con l'orizzontalità del piano moderno, ma soprattutto un avvenimento culturale, un gesto decostruttivo.
\Chaqué époque possède sa définition spatiale. Une définition spatiale, c'est le systéme de références géometriques dans lequel une société s'accomplit [...]\ CP
La retrospettiva, che è stata curata da F.Migayrou e F.Rambert, alla Cité de l'Architecture et du Patrimonie ha reso omaggio, attraverso la figura "marginale" dell'architetto, alla necessità di far emergere un pensiero per un'altra architettura, oggi prioritario, e alla capacità di porre uno sguardo perturbato nello spazio. Il fil rouge dell'architettura di Claude Parent, ha radici nel suo maestro Le Corbusier e arriva fino a oggi al suo "discepolo" Jean Nouvel, curatore dell'allestimento della mostra. È quasi simbolico che lo stesso Nouvel, che ha iniziato la sua carriera nell'agenzia di Parent, sia il progettista dell'allestimento, dopo aver dedicato a quest'ultimo e a Paul Virilio il suo ultimo progetto per la Filarmonica di Parigi. L'allestimento creato da Nouvel ha messo in campo il cammino della continua ricerca e sperimentazione del pensiero architettonico di Parent, un continuo dialogo tra due aspetti importanti del suo lavoro, l'opera disegnata e l'opera costruita: nello spazio espositivo un lungo muro accoglie verticalmente i disegni elaborati dall'architetto, progetti composti da solo o in collaborazione, tra il 1960 e il 2009, mentre nello spazio orizzontale sono poste i modelli a rappresentare l'opera costruita. Non poteva non mancare il segno dell'obliquo nello spazio espositivo che si manifesta con pannelli informativi e narrativi pendenti dal soffitto, un luogo creato per ospitare il pensiero altro di Parent.
Nota al testo Le citazioni di Claude Parent sono tratte da Claude Parent Architecte, Les Incokuptibles, 2009.
Esposizione Claude Parent
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